Sono numerosi i parassiti che possono compromettere la salute del cane. Alcuni vivono sulla superficie del corpo, come pulci e zecche, mentre altri si localizzano all’interno dell’organismo, ad esempio nell’apparato gastrointestinale o nel sistema cardiocircolatorio. Oltre ai danni diretti causati dall’infestazione, alcuni parassiti possono trasmettere agenti patogeni responsabili di malattie gravi, come la leishmaniosi e la filariosi. Se volete saperne di più sui sintomi e su cosa fare in caso di necessità, continuate a leggere il nostro approfondimento.
Leishmaniosi: cosa c’è da sapere
La leishmaniosi è una grave malattia parassitaria che, se non diagnosticata e gestita tempestivamente, può compromettere seriamente la salute del cane e, nei casi più gravi, avere conseguenze fatali. Oggi sono disponibili protocolli terapeutici che consentono di controllare la malattia e migliorare la qualità di vita dell’animale, ma una diagnosi precoce rimane fondamentale.
La leishmaniosi è trasmessa dai flebotomi, piccoli insetti ematofagi conosciuti anche come pappataci. Quando si alimentano sul sangue di un animale infetto possono acquisire il parassita e successivamente trasmetterlo a un altro cane attraverso la puntura. I pappataci sono ormai presenti in molte località italiane, e proliferano soprattutto con le alte temperature, per questo bisogna fare particolare attenzione quando arrivano le belle giornate.
I segni clinici della leishmaniosi possono essere molto variabili. Tra i più comuni si osservano perdita di peso, riduzione della vitalità, alterazioni cutanee, perdita di pelo, crescita anomala delle unghie e lesioni oculari. In alcuni casi possono comparire anche insufficienza renale e altre manifestazioni sistemiche.
In presenza di sintomi compatibili con la malattia è importante rivolgersi tempestivamente al medico veterinario, che potrà eseguire gli accertamenti diagnostici necessari e impostare il percorso terapeutico più appropriato in base alle condizioni cliniche del cane.
Filaria: come riconoscerne i segnali
Le zanzare vengono spesso sottovalutate, ma rappresentano anch’esse un rischio per la salute del nostro amico a quattro zampe. Diffuse in gran parte del territorio italiano, possono infatti trasmettere agenti patogeni responsabili di malattie anche molto gravi. La loro attività tende ad aumentare nei periodi più miti e caldi dell’anno, ma la durata della stagione di rischio può variare in funzione delle condizioni climatiche e dell’area geografica. In alcune zone, e in presenza di inverni miti, le zanzare possono essere attive anche durante la stagione invernale.
Durante la puntura, una zanzara infetta può trasmettere le larve della filaria al cane. Nel corso dei mesi queste si sviluppano e raggiungono il cuore e i principali vasi sanguigni collegati ai polmoni, dove possono causare danni progressivi alla salute dell’animale e, nei casi più gravi, portare anche al decesso.
Tra i sintomi più comuni della filariosi si possono osservare stanchezza, intolleranza all’esercizio fisico, difficoltà respiratorie e, in alcuni casi, perdita di peso. Se si teme che il proprio animale domestico abbia contratto la filaria, è fondamentale contattare il medico veterinario il prima possibile. Una diagnosi tempestiva permette, infatti, di intervenire con il trattamento più appropriato e di ridurre il rischio di complicazioni associate alla malattia.
Come ridurre i rischi
Il rischio di malattie come leishmaniosi e filariosi può essere ridotto in modo significativo attraverso una corretta prevenzione antiparassitaria. L’utilizzo regolare di prodotti antiparassitari repellenti e insetticidi rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per proteggere il cane dai parassiti e dalle malattie che possono trasmettere.
Anche la gestione dell’ambiente può contribuire a ridurre l’esposizione a zanzare e pappataci. Nei giardini e nelle aree verdi è consigliabile mantenere l’erba regolarmente tagliata e limitare la presenza di ristagni d’acqua, come sottovasi, secchi o altri contenitori all’aperto, che possono favorire la riproduzione delle zanzare. Inoltre, è opportuno ridurre, quando possibile, le aree particolarmente favorevoli alla presenza degli insetti vettori. In alcune situazioni può essere utile valutare interventi di disinfestazione eseguiti da personale specializzato.
